martedì 10 aprile 2012

Dei web comics e di Eriadan

Una delle testate di makkox.it


Eccolo qui: come preannunciato, è arrivato l'attesissimo post sui web comics.
Per iniziare, penso sia fondamentale definire cosa si intende con questa parola: non credo esista una definizione ufficiale, quindi ne inventerò arbitrariamente una mia.

I web comics sono fumetti progettati e realizzati espressamente per la pubblicazione e la fruizione su web 2.0.

Non si tratta quindi di semplici fumetti reperibili su internet: un web comics è stato pensato proprio per la lettura sullo schermo di un computer. Possono poi essere raccolti in versione cartacea; ma la loro natura resterà evidente, come quando si legge un libro che non è altro che la raccolta di un blog.
Questo perchè la fruizione su internet ha delle caratteristiche, non solo formali, che influenzano la produzione letteraria e fumettistica che in questo ambiente avviene. Sarebbe impensabile pubblicare Contini, con i suoi periodi da 13 righe l'uno, su un qualsiasi sito web; o meglio, si può fare senza problemi. Ma nessuno andrà oltre la seconda virgola (ecco qui per voi la sfida).

Per quanto riguarda le caratteristiche formali, il tutto si può ridurre a:

- i web comics rispettano lo scorrimento della pagina su web, dall'alto in basso; la lettura da sinistra a destra diviene aspetto secondario.

Più complicato l'aspetto sostanziale, che influenza addirittura la scelta delle storie da raccontare:
- i web comics hanno svolgimento rapido, tempi di lettura brevi. Il tempo di attenzione su internet è infatti molto ridotto;
- la pubblicazione deve essere più o meno regolare - una o più strisce a settimana. In caso contrario, gran parte degli utenti web si dimenticherà presto del web comic in questione;
- l'autore deve interagire con i lettori. Non importa che risponda a ogni commento: deve però dimostrare di essere presente. Altrimenti tanto varrebbe chiudere i commenti; tanto varrebbe non pubblicare sul web 2.0.

Esistono diversi autori italiano che disegnano, e spesso auto-pubblicano, i propri web comics: per fare solo alcuni nomi, Makkox (sua la striscia di apertura), InkspinsterGiacomo Bevilacqua, Zerocalcare (e con quest'ultimo vado già a tradire la definizione iniziale...comunque, ve ne avevo già scritto qui).

Io però vorrei parlarvi dell'autore che seguo da più tempo, e che è anche uno dei più longevi e attivi nella rete: Eriadan, al secolo Paolo Aldighieri.
Il suo blog, attualmente sulla piattaforma Shockdom, viene aggiornato regolarmente dal dicembre 2003 (praticamente un pioniere del web 2.0!). Ha un ottimo numero di follower: basti pensare che quando annunciò il suo ritiro temporaneo, nel gennaio 2010, il post ricevette oltre 1.000 commenti. In un caso normale, credo che un blog possa ricevere un commento ogni 20 lettori; considerato il caso eccezionale, che ha spinto molti a intervenire, possiamo forse ipotizzare un intervento ogni 5/7 lettori...quindi, 5.000/7.000 persone che leggono abitualmente le strisce di Eriadan. Sono stime fatte completamente a caso, quindi sentitevi liberi di ignorarle o correggerle.
Il periodo di riflessione finì comunque pochi mesi dopo, ed oggi Eriadan pubblica il lunedì, mercoledì e venerdì, festività e vacanze familiari escluse.

Il tema del blog è la vita quotidiana dell'autore/protagonista, dal proprio personale punto di vista di sognatore incallito: nel 2003-2004 Eriadan narrava della vita da studente, per poi passare al matrimonio, al lavoro da professore in una scuola superiore, alla nascita delle due figlie. Il tutto condito dalle rappresentazioni ironiche del CO.CE.MA. (Comitato Celebrale Massimo), della Santa Pazienza propria, degli "schifidi" lavoretti da affrontare.
Per quanto riguarda il tratto, i suoi modelli di riferimento, dichiarati in più occasioni e d'altra parte chiaramente rintracciabili nel tratto, sono essenzialmente Calvin & Hobbes di Bill Watterson e Sky Doll di Barbucci e Canepa. In ogni caso l'evoluzione stilistica, intercorsa in quasi nove anni, è evidentissima.

Il primo riferimento a Calvin & Hobbes. Striscia del 20.12.2003

L'intervento della Santa Pazienza di Federica nella striscia del 5.03.2012


Si tratta non solo di morbidezza del tratto e di maggiore realisticità, ma anche della costruzione della tavola. Oggi, anche se la forma preferita rimane quella della classica striscia, non mancano i ricorsi lo svolgimento verticale, soluzione che riempe efficacemente lo schermo del computer. Si tratta di tavole che, per quanto pubblicate anche in raccolte, non sono fatte per la carta. (In ogni caso, vi ricordo che il pioniere e mago del web comic a scorrimento verticale è indiscutibilmente Makkox. Sul blog Canemucca ne trovate numerossissimi esempi.)

Striscia del 27.02.2012. Cliccate o trascinate in nuova scheda per ingrandire.


Potremmo quasi dire che la lettura su schermo, che si svolge prevalentemente dall'alto in basso senza interruzioni di pagina, è più simile a quella di un antico rotolo che a quella di un libro. È un caso che io preferisca scrivere i miei post per il blog in blocco note, piuttosto che su word? Non credo; non ha senso scrivere in una finta gabbia di 21x29 cm qualcosa che verrà letto su un supporto del tutto diverso (sono pienamente convinta che la rivoluzione digitale della lettura sia già in atto. E non solo da quando usiamo gli e-reader). In ogni caso la scrittura/lettura su rotoli di pergamena avveniva regolarmente fino a 1.400 anni fa, e quindi non è assolutamente innaturale.

Eriadan poi utilizza spesso un altro strumento del web: le gif animate.


Striscia del 26.08.2011

Si tratta di immagini in movimento, che non possono essere definite come veri o propri video: l'animazione dura pochi secondi, è ripetitiva, non consente "pausa", "play" o "rewind". Possono essere effettivamente considerate delle enhanced images, un po' come le fotografie nelle cioccorane di Harry Potter.

Per quanto riguarda invece l'interazione con i lettori, questa è sempre stata presente. Ora che il blog ha un seguito abbastanza ampio (e quindi una non indifferente mole di commenti), Eriadan non interviene spesso; ma, in caso di fraintedimento o bisogno di spiegazioni, non esita a farsi sentire. Insomma, l'autore legge in ogni caso i commenti, anche se non ritiene necessario rispondere a tutti - questo è sufficiente a rafforzare la partecipazione: l'impressione è quella di avere una parte, seppur minima, nella costruzione collettiva di un immaginario a fumetti.

Infine, eccoci a un punto poco poetico ma fondamentale: Eriadan, di mestiere, fa l'insegnante. Già, per quanto si sia popolari, non si vive di soli web comics. Nate come blog, le strisce su web possono anche essere raccolte e pubblicate in volumi: ma non garantiscono comunque alti guadagni, e gli autori sono costretti a una professione principale. Molti dopo un certo periodo sono costretti a mollare per mancanza materiale di tempo: per fare un paio di nomi di blogger che seguivo, Calanda e perfino Zerocalcare.
Ritorna quindi l'annoso problema: è giusto che su internet sia tutto gratis? Certo, se i web comics fossero a pagamento avrebbero meno lettori - ma la qualità sarebbe maggiore, e magari anche la frequenza. La gratuità, in ogni caso, non è sostenibile a lungo periodo per gli autori...vogliamo veramente tornare a un'epoca in cui scrittori e fumettisti erano costretti a creare nei ritagli di tempo, come Parini che faceva il precettore? O Petrarca che per avere un sostegno economico era prete? Ovviamente il discorso non vale solo per i fumetti, ma per tutto ciò che è disponibile nella rete.

L'ideale sarebbe ovviamente un mondo in cui tutti avessero accesso gratuitamente a tutte le forme di cultura; ma attualmente la cassiera del supermercato pretende euro, e non vignette poetiche.


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